Maitre Parfumeur

“Maitre Parfumeur” un’insegna pantografata in corsivo sovrasta la deliziosa vetrina.
Fermo nel posteggio lì affianco ne ammiro il contenuto.
Profumi di marca esposti come gioielli sopra foulard dai riflessi dorati.
Quel genere di prodotti solitamente non destano in me grande interesse, ma quella vetrina si sa far ammirare.
Dalla parte opposta, sulla mia sinistra s’ innalza la Gran Madre di Dio.
Mura color crema forano circolari e protettrici l’intera piazza. Se ne riescono a notare i particolari: muffe e scrostature sugli spigoli, colonne marmoree, capitelli elaborati, e il retro di un putto alato affianco alla Madonna.
Penso: ” la Gran Madre col figlioletto..”.
Se in questo momento volessi cercare anche Dio dovrei farlo senza pretese.
Al semaforo di fronte, un baffuto uomo logoro domanda la questua.
Si sposta da vettura a vettura con fare assonnato.
Oltre, di là dal ponte s’ apre maestosa piazza Vittorio.
Da dove sono appostato col Taxi non la si riesce ad ammirare del tutto, eccessivi ostacoli e traffico stazionano nel mezzo.
Ancora oltre spicca una fettina di Alpi.
Questo e’ il contesto che m’avvolge quando un anziano signore si presenta sorretto da un aguzzo bastone.
Lo aiuto a salire.
E’ magro, ciarliero, vispo nei modi come nel bel parlare.
E se non me l’avesse detto, mai lo potrei immaginare: ha 92 anni.
Ai tempi del suo breve racconto egli era ingegnere presso uno stabilimento Fiat.
Credo più o meno fossero gli anni ’50, ’60.
– Facevamo seimila pezzi al giorno, testate in alluminio che venivano vendute in tutto il mondo…Un dì arrivò a farci visita un pezzo grosso americano. Venne per vedere come lavoravamo; ne rimase esterrefatto..”That’s incredible!! You are a Fantastic equipe!!” Ci disse, quindi offrì il pranzo a tutti noi, in un ristorante di lusso della zona…che in quel periodo…Si rende conto? Migliaia di pezzi d’alluminio lavorato alla perfezione, con scarti zero! Zero!! A quei tempi..Sa cosa vuol dire?.. –
No, non lo so. Ma glie lo vedo brillare negli occhi.
E in quel luccichio vi identifico una grandissima capacità, insieme ad un’immensa soddisfazione.
Individuo anche un mondo, una realtà, voglia di fare, di accontentarsi.
Di maniche tirate su senza troppe pretese. Che quelle sarebbero state comunque appagate.
Non appena scende dal taxi, come un galantuomo d’altri tempi mi stringe la mano, quindi, dice fiero:
“Ho novantadue anni! “
Quelli, oltre a vederglieli brillare nei suoi occhi da ventenne, li ho uditi fuoriuscire dalla saggia fierezza delle sue parole.
Splendidamente.

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Pubblicato da Torino da Scoprire

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