La “Busiarda”

I primi quotidiani apparvero sotto forma di avvisi scritti su dei fogli non firmati, riposti in lettere, (per aggirare i controlli censori). Siamo tra il 1500 e il 1600  e le città italiane dove avvenne furono Venezia e Roma.
Il primo giornale apparso a Torino fu “I successi del mondo”, (1645-1669), voluto da Cristina di Borbone e fondato dall’abate Sancini.
I giornali dell’epoca mancavano di intitolazione, gli articoli erano allineati senza separazione. Ciascun foglio veniva venduto nelle botteghe dei librai o dagli stessi stampatori, sotto forma di stampati o manoscritti.
Nel 1863, nel periodo durante il quale Torino era capitale, in città si stampavano 23 quotidiani, dieci anni dopo ne rimanevano 9.
Tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento il Piemonte era la regione che vantava il maggior numero di lettori.
Dalla meta’ del 1900 in città un quotidiano prevalse su tutti: “La Stampa”, confidenzialmente chiamata “La busiarda”.
La Stampa vnne fondata a Torino il 9 febbraio 1867 con il nome di “Gazzetta Piemontese” dal giornalista e scrittore Vittorio Bersezio e dal politico Casimiro Favale. Il motto del giornale era «Frangar non flectar» (“Mi spezzerò non mi piegherò”) e il prezzo era di 5 centesimi di lire.

Da encilcopedia Treccani:
La Stampa, Quotidiano politico.
Fondato a Torino nel 1867 da V. Bersezio con il titolo Gazzetta piemontese, fu acquistato in seguito da L. Roux; nel 1895 prese il titolo attuale (che figurava come occhiello nella testata originaria) mantenendo fino al 1908 quello vecchio come sottotitolo.
Ebbe come direttori dapprima L. Roux e A. Frassati, poi, dal 1901, il solo Frassati, che frattanto (1900) ne era divenuto proprietario. Di orientamento liberale, appoggiò la linea politica di G. Giolitti, sostenendo l’impresa libica e avversando, nel 1915, l’intervento in guerra dell’Italia.
Con l’avvento del fascismo, Frassati dovette cedere (1926) la proprietà a una società controllata dalla famiglia Agnelli, che adeguò il giornale alle direttive di regime. Sospeso subito dopo la liberazione, riprese la pubblicazione nel 1945, sotto la direzione di F. Burzio (1945-48), con il titolo La nuova S., poi, dal 1959, di nuovo con il titolo precedente.
Di proprietà dal 1946 dell’Editrice La Stampa, durante la direzione di G. De Benedetti (1948-68) assunse un orientamento moderato.
Nel 1947 riprese la pubblicazione dell’edizione pomeridiana Stampa sera, sospesa nel 1992. Nel 2014 la proprietà è passata all’Italiana Editrice S.p.A. e dal 2017 a GEDI Gruppo Editoriale.
Tra i direttori si ricordano A. Ronchey (1968-73), P. Mieli (1990-92), E. Mauro (1992-96), C. Rossella (1996-98), M. Sorgi (1998-2005), G. Anselmi (2005-09), M. Calabresi (2009-15), M. Molinari (2016-2020), M. Giannini (2020-). Esce con vari inserti (Tuttolibri, Tuttoscienze, Tuttosoldi, Specchio).

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Pubblicato da Torino da Scoprire

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